SCRIVERE UNA SPIEGAZIONE E COSA RAPPRESENTA PER L’ARTISTA OGNI QUADRO, FARLO O NON FARLO?
Non lo so. Perché come quando si legge un libro e poi lo si rilegge tempo dopo, il suo significato può cambiare, proprio perché noi cambiamo e, come noi siamo in continua evoluzione e cambiamento, così anche il nostro pensiero, il nostro modo di vedere le cose e di percepire il mondo.
C’è il mondo comune, che, composto da fatti oggettivi, è uguale per tutti. Tuttavia, quest’ultimo non è mai assoluto, perché poi c’è il nostro mondo, ovvero la percezione che noi abbiamo della realtà e della nostra vita, che essendo diversa per tutti, in quanto noi siamo diversi gli uni dagli altri, è soggettiva.
Quindi, ci sono due mondi, intesi come due realtà: quella comune (che unisce e collega gli esseri umani) e quella personale (che è solo nostra, è soggettiva ed individuale), ed entrambe le realtà sono in perpetua evoluzione e cambiamento.
Ma quest’ultime sono anch’esse strettamente connesse, in quanto si influenzano a vicenda in maniera costante e continua. Perciò il mio mondo potrebbe essere simile al tuo (fatto dato dal vivere le stesse situazioni, la stessa cultura, stesse circostanze, ecc.) ma mai uguale, in quanto essendo noi esseri diversi, la nostra reazione e percezione delle cose potrebbe anch’essa essere differente. Siamo come dei puntini su un piano che vengono uniti e sono connessi tra loro da una singola linea e formano però un disegno unico, che in questo caso potrebbe essere concretamente l’immagine del nostro pianeta Terra. Formiamo quindi un’unica grande rete, dove ogni punto è un singolo, ma è allo stesso tempo separato e connesso con altri. Quindi come persone, siamo tutte connesse tra di noi, ma allo stesso tempo separate, in quanto ognuno di noi è sì parte di una comunità, ma è prima di tutto un’entità a sé, unica e infinita, in quanto è in continua evoluzione.
Perciò per rispondere alla domanda iniziale, sì, potrei scrivere cosa rappresenta per me un quadro, ma la descrizione dovrebbe essere catalogata al giorno/mese/anno in cui l’ho scritta e pensata, quindi circoscritta al momento in cui quell’interpretazione è stata concepita, così da darmi la possibilità di aggiungerne un’altra, oppure di cambiarla o modificarla in modo che rappresenti la stessa sensazione ma collegata a qualcosa di diverso, perché appunto le sensazioni possono essere le stesse ma ciò che le rende davvero diverse è il contesto, il momento, o qualsiasi altra cosa a cui le colleghiamo, proprio perché c’è questo collegamento e influenza tra mondo comune e mondo personale.
Ad esempio, se si osserva un quadro di una ragazza sola in una stanza, la sensazione comune può essere quella di tristezza riferito al fatto che è sola e quindi identificare la propria solitudine con quella della ragazza, ed un altro può percepire invece la tranquillità dello stare da soli, o ancora l’inquietudine di essere soli, oppure può percepire e ricordarsi di quando si è trovato fisicamente da solo ma in balia totale dei mille pensieri presenti nella sua testa. Le sensazioni e i sentimenti, in quanto sensazioni e sentimenti, sono universali, ma ciò che è relativo e personale è come ogni persona le percepisce, le vive e a quale contesto o momento della propria vita le collega. Ci possono quindi essere mille interpretazioni di un’immagine, nessuna giusta e nessuna sbagliata, ma tutte uniche e personali. Anche per questo, non è forse funzionale rendere nota l’interpretazione dell’artista che ha dipinto l’opera, in quanto si tende probabilmente a considerare quella specifica interpretazione come quella corretta e quindi l’unica esistente, ma sarebbe un controsenso, rispetto a quanto detto anche precedentemente. Inoltre, l’opera sarebbe probabilmente fine a se stessa, e non porterebbe le persone a riflettere e a provare delle emozioni, non avrebbe quella funzione che deve avere l’arte di interattività, secondo me necessaria, proprio per renderla utile e non fine a se stessa.
05/2026 NIMA

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