#08 (ita)

L’immaginazione che scompare

Se alla maggior parte di noi viene chiesto come ci sentivamo da bambini, probabilmente la risposta sarà che ci sentivamo spensierati, liberi, che la vita era tutta colorata. E perché allora quando diventiamo adulti sembra essere tutto grigio? Sarà perché perdiamo l’immaginazione? O forse l’accantoniamo soltanto? Le regole e la realtà della società ammazzano la nostra gioia di vivere? Perché quello che ci fa divertire è quello che consideriamo come “i bei tempi”, che non è quasi mai il presente? Per questo, forse, la maggior parte di noi considera quando eravamo bambini come il tempo più gioioso? Perché era una vita tutto gioco e senza responsabilità?

Non riflettiamo più. Per riflettere ci vuole l’immaginazione, non la realtà, perché quest’ultima ci dice già cosa pensare, ma la prima ci spinge a farlo.

Come quando da piccoli giocavamo a trovare le figure nelle nuvole (in realtà scarabocchi), non vedevamo cosa erano, ma cosa potevano essere, pensavamo immaginando. Era un perfetto esercizio di accettazione dell’opinione altrui, anzi, più le opinioni erano diverse più c’era gioco e divertimento. Perché non è più così? Perché abbiamo così paura di allontanarci dalla realtà ed immaginare, e quindi pensare? Sarà perché così è più comodo? Non decidiamo noi, e quindi un po’ di quella schiacciante pressione e responsabilità si solleva dalle nostre spalle. È per questo? Perché abbiamo cominciato a considerare solo i rischi di fare qualcosa e abbiamo smesso di crearci il coraggio per crederci?

08/2026 NIMA

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